AULULARIA
di Tito Maccio Plauto
versione italiana ed adattamento Michele Di Martino
Andrea Roncato
con Andrea Cramarossa, Chiara Cavalieri,
Federico Passi, Francesco Testi, Inga Pelosi,
Irene Pavone, Mara Di Bartolomeo,
Marco Benzoni, Marco Pedrelli
scenografìe Max Comune
costumi Isa Di Lena
luci Peppe Sabatino
direttore di scena Claudio Ghidotti
coreografìe Chiara Cavalieri
assistente alla regia Marco Benzoni
regia Beppe Arena


Aulularia, o commedia della pentolina, prende il titolo da un oggetto, intorno al quale si incardina tutta la trama, convergono tutte le azioni teatrali. Il vecchio e avaro Euclione (per noi Cacastecchi), dopo aver trovato una piccola pentola (aulula) d'oro e aver deciso di tenerla nascosta in casa, continua a vivere in miseria e, per di più, con la continua preoccupazione di essere derubato. La sua diffidenza si concentra soprattutto sul vecchio Megadoro (per noi Cassatene), un vicino di casa che gli ha appena chiesto la mano della figlia Fedria, senza pretenderne alcuna dote. Dopo avere acconsentito alle nozze, Euclione decide di andare a seppellire la pentola in un bosco sacro: ma a questo punto viene scoperto e derubato da Strobilo, servo del giovane Liconide (per noi Drillotto), da tempo amante della figlia di Euclione. E Liconide, sentendo i lamenti del vecchio per il furto che ha subito, pensa che questi abbia saputo del parto della figlia da lui sedotta, mentre in realtà quello piange per la pentola rubata; viene allora a confessare d'essere autore del fatto, ma mentre intende parlare della violenza arrecata alla ragazza, Euclione crede che si riferisca alla pentola e i due discorsi si mischiano senza effettiva comprensione. E' questo il momento in cui Plauto dimostra tutta la sua bravura, portando avanti l'equivoco, usando espressioni che vadano bene nei due sensi e che siano suscettibili di una doppia interpretazione. Alla fine l'equivoco si chiarisce. Il personaggio di Euclione è stato largamente imitato, ha ispirato la figura di Arpagone nell'Avaro di Moliere, mentre per creare Shylock, l'usuraio del Mercante di Venezia, Shakespeare prese a modello le varie situazioni dell'Aulularia.