- HOME
CRT

- Beppe Arena e il C.R.T.

- Fotografie
TEATRI
- Teatro V. Bellini
- Teatro M. Pagano
- Teatro Filo
- Arena Plautina
RASSEGNE
- Prosa di Mezza Estate
- Plautus Festival
- Teatro & Archeologia
SCUOLE & LABORATORI
- Scuola T.M. Plauto
- Lab. Sarsina
- Lab. Teatro Filo
- Lab. Teatro Bellini
- Lab. scuole Elementari
- Lab. scuole Medie
 
PRODUZIONI
- Produzioni Teatrali
PREMI
- Premio Plauto
- Premio Torresani
- Premio Aligi
- Premio Villaggio Glocale
- Copertura mobile Arena Plautina
 
LABORATORIO SCUOLE ELEMENTARI

Il C.R.T. di Cremona propone un Laboratorio Teatrale volto allo sviluppo della creatività, del singolo bambino e del gruppo, attraverso il corpo, la musica e l’improvvisazione.

 

Metodo didattico:

 

- Formazione del gruppo.

I bambini della singola classe già si conoscono ma si cercherà di far vivere loro lo spazio teatrale come un luogo “protetto” dove lasciarsi andare, dove vedere i propri compagni non solo come vicini di banco (il più bravo in matematica, la più bella, il dispettoso che ruba sempre la gomma..) ma cercando di guardarli come se fosse la prima volta, conoscendoli nuovamente. Attraverso la pratica di alcuni esercizi-giochi i bambini impareranno a sentirsi singoli individui che agiscono con e per un gruppo, imparando ad aver fiducia l’uno dell’altro.

- Il corpo e l’improvvisazione.

Qual è lo strumento più importante che abbiamo a disposizione per comunicare e per creare? Sicuramente il nostro corpo che a seconda della nostra fantasia e creatività, può diventare un animale, una cosa o un personaggio. Dall’ “elemento” all’umano: come muove le mani il vento? Come guarda un serpente o un passerotto? Come cammina Pinocchio, burattino di legno o Cenerentola indossando il suo prezioso abito al ballo del principe?

Ogni bambino, guidato dal racconto di una voce esterna, potrà sperimentare le infinite forme che il proprio “personalissimo strumento” può assumere.

- La musica.

La musica è un elemento capace di condizionare l’umore di ciascuno di noi, di esaltare un sentimento o suggerire un’emozione. I bambini avranno un piccolo “copione” da interpretare e lo faranno di volta in volta su tipi di musica differenti. Si stupiranno loro stessi nel vedere quanto la musica li influenzi e quanto una battuta comica possa diventare più triste o semplicemente diversa a seconda della musica che li accompagna.

La musica vuole dire anche ritmo e attraverso degli esercizi di ascolto, i bambini impareranno a muoversi ai ritmi diversi singolarmente e in gruppo, vedendo così nascere delle piccole coreografie.

- La parola.

L’uso della parola davanti ad un gruppo di persone può in alcuni casi provocare paura o imbarazzo.

Partendo dall’ascolto della propria voce, all’articolazione delle parole ad una piccola ginnastica per la bocca, i bambini impareranno a “masticare” le parole, le frasi o la battute di un piccolo copione.

 

Questo il metodo didattico da noi utilizzato che varierà o si concentrerà più su una determinata parte a seconda delle esigenze degli insegnanti o del tipo di classe con cui si sta lavorando.

   

 

Tutti i punti elencati nel metodo didattico, possono essere lavorati liberamente oppure seguendo un filo conduttore quale potrebbe essere la fiaba.

 

 

- La fiaba.

“Perché una storia riesca realmente a catturare l’attenzione del bambino, deve divertirlo e suscitare la sua curiosità. Ma per poter arricchirne la vita, deve stimolare la sua immaginazione, aiutarlo a sviluppare il suo intelletto e a chiarire le sue emozioni, armonizzarsi con le sue ansie e aspirazioni, riconoscere appieno la sue difficoltà, e nel contempo suggerire soluzioni ai problemi che lo turbano.Il bambino trova questo tipo di significato attraverso le fiabe.

Il bambino ha bisogno soprattutto di ricevere suggerimenti in forma simbolica circa il modo in cui poter affrontare questi problemi e arrivare senza danni alla maturità. I personaggi delle fiabe non sono ambivalenti: non sono buoni e cattivi nello stesso tempo, come tutti noi siamo nella realtà. Un personaggio è buono o cattivo, mai entrambe le cose. Un fratello è stupido, l’altro intelligente. Una sorella è virtuosa e industriosa, le altre sono spregevoli e pigre. Una è bellissima, le altre sono brutte. Un genitore è buono come il pane, l’altro malvagio. Gli opposti caratteri vengono affiancati non allo scopo di mettere in risalto il giusto comportamento. La presentazione della polarità del carattere permette al bambino di comprendere facilmente la differenza fra le due cose, il che non potrebbe fare con uguale facilità dove i personaggi si ispirassero maggiormente alla vita, con tutte le complessità che caratterizzano le persone reali. L’interrogativo che si pone il bambino non è : - Voglio essere buono? - ma: - Come chi voglio essere? - Non è il fatto che alla fin fine sia la virtù a trionfare, ma il fatto che è l’eroe a risultare più attraente per il bambino, che si identifica con lui in tutte la sue lotte.

Che si tratti di “Cappuccetto rosso”, di “Cenerentola” o di qualsiasi altra fiaba, soltanto la storia stessa permette una valutazione delle sue qualità poetiche, a con essa una comprensione delle sue capacità di arricchire una mente sensibile”. (Da “Il mondo incantato” di Bruno Bettelheim).

 

- La drammatizzazione.

Partendo dall’approfondimento di una fiaba specifica, scelta in collaborazione con gli insegnanti, ogni classe, guidata dal responsabile del laboratorio e dall’insegnante, sviluppa un “se” riguardante un personaggio o una situazione della fiaba. Per esempio “Cenerentola”: se Cenerentola non avesse perso la scarpetta? Se una delle sorellastre l’avesse aiutata? Oppure nella storia di Pinocchio: se la fata turchina avesse avuto i capelli neri? Se Pinocchio non avesse incontrato Lucignolo? O nella fiaba di Biancaneve: se i sette nani fossero stati sei?

I bambini dopo un’attenta lettura della fiaba potranno fantasticare con i vari “se”. Dalla prima alla quinta classe data la differenza di età, i “se” avranno valori e valenze diverse a seconda degli stimoli che la fiaba presenta, a seconda delle loro paure, a seconda del loro divertimento, a seconda dei personaggi nei quali i bambini si identificheranno.

Ogni classe avrà così il “se” della propria storia che sarà poi drammatizzata seguendo il lavoro descritto nel metodo didattico arrivando così ad una eventuale messa in scena di “Cenerentola e i suoi se” piuttosto che di “Pinocchio e i suoi se” nella quale dopo aver presentato la fiaba prescelta, si vedrà lo sviluppo dei “se” dalla prima classe alla quinta.