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Programma “Teatro e Archeologia” 2004
venerdì 15-sabato 16 luglio-ore 21,30
COEFORE
di Eschilo
versione italiana ed adattamento Michele Di Martino
con Laura Lattuada
Milo Vallone
e con Margherita Adorisio,Claudia Carlone, Gabriella Casali, Daniela
Coelli, Maurizio Faraoni, Laura Marchiano, RacheleViggiano
scene Salvatore Michelino
direttore di scena Claudio Ghidotti
scenografie Max Comune
musiche e luci Beppe Arena
responsabile tecnico Michele Mattone
organizzazione Patrizio Tabacchini
amministrazione Paolo Amoruso
costumi Giuseppe Tramontano
regia Beppe Arena
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venerdì 22 luglio-ore 21,30

AMORES
AMANDI
da Ovidio elaborazione testi Filomena Di Zio
con Vanessa Gravina
Milo Vallone
alla chitarra Alessandro Cavallucci
regia Milo Vallone
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venerdì 29 - sabato 30 luglio - ore 21,30

AULULARIA
di Tito Maccio Plauto
versione italiana ed adattamento Michele Di Martino
Andrea Roncato
con Andrea Cramarossa, Chiara Cavalieri,
Federico Passi, Francesco Testi, Inga Pelosi,
Irene Pavone, Mara Di Bartolomeo,
Marco Benzoni, Marco Pedrelli
scenografìe Max Comune
costumi Isa Di Lena
luci Peppe Sabatino
direttore di scena Claudio Ghidotti
coreografìe Chiara Cavalieri
assistente alla regia Marco Benzoni
regia Beppe Arena
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informazioni
e prevendita:
Piacenza
Turismi
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Via
Mazzini, 62-29100 Placenza
tel
0523305254
-
fax
0523309298
e-mali:
infotur@piacenzaturismi.net
www.piacenzaturismi.net
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A Veleia si adotta un nuovo modo di coniugare azione scenica e luogo dell'azione,
teatro, appunto, e archeologia. A Veleia gli spettacoli - ne è ìndizio
una stele figurata - si
rappresentavano
nel foro, secondo il suggerimento di Vitruvio. Nel riproporre l'antica
consuetudine nella piazza che Lucio Lucilio Prisco, uno dei due massimi
magistrati locali,
pavimentò
con lastre d'arenaria ai tempi d'Augusto, tra monumenti onorari e resti
di vetuste architetture, noi vogliamo che la città non sia solo un suggestivo
fondale, ma si animi e riviva per quel miracolo che ogni genere drammatico
ha da sempre il potere dì compiere.
Programma-locandina
Provincia
di Piacenza, Regione Emilia Romagna, Soprintendenza ai Beni Archeologigi
dell'Emilia Romagna, Provincia di Cremona, Piacenza Turismi
In
collaborazione con:
- Comune dì Lugagnano
- Comunità Montana
delle Valli Nure e Arda
- Consorzio Parco
Monte Moria
- Teatro "V.
Bellini" di Casalbuttano
- Fondazione San Domenico
di Crema
- Comune di Sarsina
- Comune di Cattolica
con
il patrocinio del
Ministero
per I Beni e le AttivItà Culturali
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informazioni
e prevendita:
Piacenza
Turismi
-
Via
Mazzini, 62-29100 Placenza
tel
0523305254
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fax
0523309298
e-mali:
infotur@piacenzaturismi.net
www.piacenzaturismi.net
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Drama: la rete,
L’inganno, il potere
Risalente
probabilmente all'età del ferro, e divenuta, intorno alla metà del sec.
l a.C., una volta piegate le popolazioni indigene, fiorente municipium
romano, capoluogo di un
vasto
comprensorio montano, la cIttà romana di Veleia e una delle più importanti
zone archeologiche dell'Emilia Romagna. Situata in provincia di Piacenza,
nella Valle del
Chero,
venne riscoperta nel 1747, in seguito at casuale ritrova:mento della Tabula
alimentaria traianea (conservata presso il Museo Archeologlco di Parma)
e da allora è oggetto di continue campagne di scavo.
La
Rassegna di Teatro Latino "Teatro e Archeologia. Drama: la rete,
l'inganno, il potere" vuole essere un programma culturale, di forte
richiamo, che. inserendosi nel solco di antiche tradizioni, le rinnova
e le fa rivivere.
In
nome della curtura teatrale e della valorizzazione di località di grande
pregio artistico e storico, la Rassegna permette, anche ad un pubblico
di non specialisti, di godere di un
connubio
di sicuro successo: i vetusti monumenti a contatto con tragedie, commedie
e versi che li ebbero forse a scenario.
Vittorio
Anelli
Assessore
alla Cultura al Turismo e alle Politiche Sociali della Provincia di Piacenza
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VELEIA |
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VELEIA : La città romana di Veleia -scoperta
e quasi interamente scavata nel XVIII secolo -si sviluppa alle spalle
della colonia di Piacenza, in territorio ligure, una volta domata
-poco prima della metà del Il sec. a.C. -la lunga resistenza delle
popolazioni indigene. Diviene, attorno alla metà del I sec. a.C.,
municipium, capoluogo di un vasto distretto montano. Il suo nome deriva
da quello di una tribù ligure, i Veleates o Veliates. Alle fortune
della città non sono estranee provvidenze politiche. Ma, lontano dalle
grandi strade transappenniniche, male esposto e minacciato da frane,
il sito favorisce probabilmente una spontanea evoluzione del primitivo
nucleo urbano in virtù delle acque cloruro-sodiche presenti nei suoi
terreni, oggetto di devozione per le loro proprietà terapeutiche,
sicuramente apprezzate anche per usi alimentari. Labitato è distribuito
su una serie di terrazze. Vi si riconoscono varie fasi edilizie. Il
foro, d'età augusteo-giulio claudia, si stende su un ripiano ottenuto
artificialmente con un massiccio sbancamento. Ne è ben conservato
il lastricato. Lo circonda su tre lati un portico su cui si aprono
botteghe e ambienti a destinazione pubblica. Lo completa la più bassa
delle terrazze, ottenuta con l'accumulo dei materiali provenienti
dallo sbancamento del pendio soprastante, raccordata a quella superiore
da un imponente ingresso a duplice prospetto tetrastilo inserito nel
colonnato del foro. Chiude a sud il complesso la basilica, edificio
a navata unica, con esedre rettangolari alle testate, sede del culto
imperiale. Qui, addossate alla parete di fondo, si levavano le dodici
grandi statue in marmo lunense raffiguranti membri della famiglia
giulio- claudia, Trasferite già nel Settecento nel Palazzo della Pilotta
a Parma. Tutto il complesso si deve, come ricorda una serie di iscrizioni,
alla munificenza di personaggi facoltosi e magistrati locali. Nel
settore occidentale della zona archeologica scavi recenti hanno rimesso
in luce resti di costruzioni anteriori alla creazione del foro nonché
tracce del suo originario ingresso. Sorgono a monte del foro quartieri
d'abitazione e un edificio termale. La terrazza su cui si leva sin
dal Medioevo una pieve dedicata a Sant' Antonino ospita, probabilmente,
anche nell'antichità, un edificio di culto. Più in alto è situata
una costruzione riconosciuta già all'atto della scoperta come un serbatoio
d'acqua, più tardi erroneamente interpretata -e di conseguenza ricostruita
-come anfiteatro.
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Come
arrivare . . .
(Importante: impostare come comune di arrivo CARPANETO
Piacentino, poi sul luogo seguire le indicazioni turistiche)
Dove alloggiare :
Info. Piacenza
Turismi - Via
Mazzini, 62 - 29100
Placenza
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tel
0523305254
fax
0523309298
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e_mali:infotur@piacenzaturismi.net
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www.piacenzaturismi.net |
Alcune immagini dei resti della città romana
di Veleia
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