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Teatro FILO

P.zza dei Filodrammatici 1

26100 Cremona - Italy

direzione artistica e organizzativa:Beppe Arena

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Scheda Tecnica
   
filo Totale Posti: 210
· Platea: 175
· Galleria: 35
Pavimentazione sala: linoleum
Tipo palcoscenico: legno
· larghezza: m10
· profondità: m 8,5
· declivio: 5%
· graticcio: m 10
· altezza ribalta dal piano di platea: m 1,10
· larghezza boccascena: m 7
· sipario: manuale
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Attrezzature disponibili: quinte e fondali neri, corde, cantinelle, rocchetti - Quadratura nera completa.

Impianto luci: mixer luci 12 canali (x2)

Potenza elettrica: 20 Kw
Camerini: 3 con servizi e acqua calda
Scarico materiali: retro-palcoscenico e in platea

   
Cenni Storici

La "microstoria" della Società si sviluppa in parallelo alla "macrostoria" di Cremona e dell'Italia: la Società viene costituita durante la repubblica Cisalpina, e la sua vita si svolge per duecento anni, contraddistinti da grandi rivolgimenti politici e sociali: il ritorno degli Austriaci, il periodo risorgimentale e le guerre d'indipendenza, il Regno d'Italia, la nascita del movimento operaio, la prima guerra mondiale, l'avvento e l'affermazione del fascismo, la seconda guerra mondiale, la liberazione,la nascita della Repubblica...

Tali avvenimenti hanno spesso improntato l'attività dei Filodrammatici, e se ne trovano significative tracce nella documentazione societaria, ma nei due secoli di storia della Società c'è talora una sorta di velo che in alcuni momenti storici assume l'aspetto di una vera e propria indifferenza verso le vicende storico politiche cittadine che appaiono del tutto ignorate dai documenti conservati.

La Società Filodrammatiça cremonese viene costituita nel 1801, durante l'occupazione francese, con il preciso intento di educare il popolo agli ideali repubblicani mediante rappresentazioni sceniche offerte in forma gratuita in un teatro costruito appositamente a questo scopo.

La "Società del teatro" nasce con dichiarate finalità educative:

essa viene infatti istituita «per diffondere l'istruzione e la morale nel popolo in modo dilettevole»; le rappresentazioni teatrali e i trattenimenti scientifici costituiscono la concreta realizzazione di tale indirizzo. Sono altresì indicate, ma in secondo piano «<sono pure admesse», altre attività consistenti in «scene liriche, feste da ballo, accademie di musica».

Ma negli anni successivi alla sua fondazione, senza che venga modificato lo Statuto, si attenuano di fatto le finalità educative e prendono nel tempo sempre più spazio le attività di puro intrattenimento e di divertimento aperte ai soci e ai loro famigliari, anche sull'esempio di altre Società attive in Cremona negli stessi anni.

È il caso della Società Filarmonica che nata nel 1816 con lo scopo principale di fare «accademie vocali e strumentali», di privilegiare la musica in tutti i suoi aspetti (e gli appassionati erano molti se nel 1826 contava più di 200 associati, tra cui anche nobildonne e molti degli iscritti alla Società (Filodrammatica) offriva ai suoi soci «in un clima di amichevole festività, di onesta libertà e di piena allegrezza» anche trattenimenti serali di musica e di ballo. .

Il conte Folchino Schizzi ci ha lasciato la minuziosa e vivace cronaca di una di queste serate, cui egli stesso partecipa: si inizia con una sinfonia di Rossini «giacché in fatto di accademie non si fa ora mai più nulla senza di lui»,3 si esibiscono diversi cantanti e finalmente si aprono le danze.

«I valzer succedevano alle contraddanze, queste alle antiche monferine, e si vedevano le giovani nostre ninfe volare, per così dire, nella sala, adorne di tutte le grazie le più incantatrici. Molti de' nostri giovinotti stavano nel mezzo della sala godendo di vedersi girare intorno quanto ha di più bello il nostro paese (...).

Nelle stanze attigue alla grande sala stavano alcune giovani meno amanti del ballo (...). Sedute giuocando ai tavolini, od assise a mensa coi loro amici (...). Erano ormai battute le cinque ore dopo la mezzanotte e la festa inclinava al suo fine».

Alla Filodrammatica la situazione di fatto non doveva essere di versa da quella sopra descritta, ed essa, consolidatasi nel tempo, viene ratificata con lo Statuto del 1872, nel quale si stabilisce che scopo della Società è «promuovere ogni lecito ed onesto divertimento degno della cultura e del lustro della città con rappresentazioni Drammatiche, Accademie letterarie, scientifiche, di canto, di suono e di scherma, feste da ballo ed altri trattenimenti qualsiansi conformi all'indole della presente istituzione».

Sarà soltanto nello Statuto del 1882 che all'attività teatrale tornerà ad essere attribuito carattere prioritario, mentre nello Statuto del 1884 farà di nuovo la sua comparsa anche la finalità didatticoeducativa, limitata peraltro all'offerta di educazione drammatica e musicale per chi ne abbia particolare inclinazione.

Se queste sono le previsioni statutarie, nella realtà continuerà ad acquisire sempre ampio spazio la parte ludica, di divertimento sia attraverso l'introduzione, poi formalizzata anche se tra contrasti, di un vero e proprio «circolo di lettura, di giuoco e di conversazione», sia attraverso l'acquisto di un bigliardo, sia attraverso l'organizzazione di frequentatissime e vivaci feste danzanti, tanto importanti da richiedere interventi di modifica alla sala del teatro per ampliare la pista da ballo.

Di scarso rilievo appaiono le variazioni statutarie degli anni successivi (1898, 1916, 1921, 1926). L'attuale formulazione che individua lo scopo sociale nella promozione di «manifestazioni teatrali, artistiche, culturali e ricreative» risale al 1962.

Le trasformazioni cui si è accennato si possono leggere anche attraverso le modifiche operatesi nel tempo nella denominazione della Società: Società Patriottica (1801), Società del teatro Patriottico (180?); Società proprietaria del teatro Filodrammatico (1872); Società Patriottica Filodrammatica (1882); Società filodrammatica 'Gustavo Modena' di Cremona (1884), intitolazione sostitutiva di quella a Carlo Goldoni proposta dal consiglio, voluta dall'assemblea per sottolineare l'importanza annessa alla riforma teatrale di cui Gustavo Modena era il portatore.

Ma nelle locandine degli spettacoli negli anni seguenti a questa significativa intitolazione, la Società continua a fregiarsi anche dell'appellativo "patriottica", ancorché ufficialmente soppresso,e ciò fino al 1891 quando si decide di togliere "patriottica" alla denominazione di fatto della Società, per evitare confusione con l'omonima Società di lettura.

Vale la pena di sottolineare come, pur non essendo questa mai dichiaratamente inserita negli scopi sociali, appaia sempre quale elemento caratterizzante del sodalizio anche l'attività filantropica. Sono infatti frequenti e ricorrenti le elargizioni, le raccolte di fondi, la destinazione a scopi di beneficenza del ricavato di spettacoli organizzati ad hoc, le concessioni gratuite del teatro a favore di vari soggetti o istituzioni benefiche e caritative cittadine o le attività di sostegno a famiglie di artisti in difficoltà, a popolazioni colpite da calamità naturali o da vicende belliche, ovvero, più recentemente a favore di società operaie e di disoccupati.